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Angelo annunciante - Icona Simone Martini
Questa piccola tavola rappresenta un icona di Simone Martini faceva originariamente parte di un polittico noto come “Orsini”, composto da quattro storie della Passione (di qui l’altra denominazione dell’opera, nota anche come polittico della Passione). Una faccia mostrava l’Annunciazione e l’altra un decoro a finto marmo con due stemmi della famiglia Orsini.
In seguito ad uno smembramento, l'icona di Simone Martini venne suddivisa in sei tavole, quattro delle quali conservate ai Musées Royaux des Beaux-Arts di Anversa (la Crocifissione, la Deposizione dalla Croce, l’Angelo annunciante e l’Annunciata), mentre l’Andata al Calvario si trova oggi al Louvre ed il Seppellimento di Cristo a Berlino.
Originale: Anversa, Museés Royaux des Beaux-Arts
Autore: Simone Martini
Misure: 20x27cm -Tavola in ciliegio
Tecnica: Tempera e oro su tavola
Note: Biografia di Simone Martini
(1284 ca - 1344 ca)
Simone Martini nacque a Siena nel 1284, della sua formazione artistica si sa poco. Molti critici suppongono che egli fosse allievo del pittore Duccio di Buoninsegna. La sua opera degli esordi risentì, infatti, degli stilemi artistici dell'artista. A soli quattro anni dalla collocazione della Maestà del Duccio sull'altare maggiore del Duomo di Siena, Simone Martini dipinse un'altra Maestà. Nel 1315 l'affresco venne collocato nel Palazzo pubblico di Siena.
Simone Martini ancora molto giovane, era già un pittore qualificato, tanto da aver ottenuto un incarico di una certa importanza. Nel 1321, l'affresco venne ritoccato dallo stesso autore, per motivi di restauro ma anche per ammodernare alcune caratteristiche che egli, evidentemente, trovò desuete. Un documento del 1317 attestò il pagamento in favore di un Simone cavaliere da parte di Roberto d'Angiò. E' quasi certo che egli fosse Simone Martini, che firmò una tavola rappresentante San Ludovico di Tolosa (fratello di Roberto) che incoronava il d'Angiò. In quegli anni il pittore attese alla complessa decorazione (comprendente affreschi e vetrate) della cappella di San Martino, nella Basilica Inferiore di San Francesco ad Assisi. Considerata la più alta espressione dei valori cortesi e cavallereschi, la cappella rappresentò un perfetto connubio tra valori religiosi e laicità, aprendo la via ad un'arte che pose l'attenzione sul terreno e sull'uomo.
Prezzo: venduta
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