Madonna del Solletico, Masaccio: particolare dello sguardo - Bottega d'Arte Toscana

Madonna del Solletico

Madonna del Solletico. Riproduzione d’Arte tratta da Masaccio, studio del volto della Vergine e reinterpretazione di Silvia Salvadori.

Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.

Misure: 18 x 20 cm

Descrizione

L’opera commissiona a Silvia Salvadori ha previsto un primo studio molto accurato del volto e un ripristino dell’incarnato originario e del copricapo in oro, nell'originale in cattivo stato di conservazione. Molta attenzione è stata prestata anche per il delicato e prezioso ricamo floreale presente all'interno dell’aureola e molto abraso nella tavoletta originale. Silvia Salvadori ha ripreso alla perfezione ogni singolo particolare dei decori. L’incarnato della Vergine è ritornato a risplendere della sua luce naturale. Silvia Salvadori in questo suo studio del volto della Vergine di Masaccio, ha voluto immaginare come potesse apparire l’opera originale prima dei vecchi restauri e delle errate puliture eseguite in passato.

Storia: La Madonna Casini (Madonna col Bambino), detta anche Madonna del solletico, di Masaccio, è una tempera su tavola di dimensioni molto piccole (24,50x18,20 cm), conservata agli Uffizi di Firenze e databile al 1426-1427.
La piccola tavola doveva essere quasi certamente un dipinto per la devozione privata appartenuto al cardinale di origine senese, giurista e canonista, Antonio Casini, il cui stemma è dipinto sul retro della tavola (d'oro, alla fascia di nero caricata di una crocetta di rosso, e accompagnata da sei stelle a otto punte d'azzurro, ordinate in cinta). La presenza del cappello cardinalizio sullo stemma ha fatto pensare a una datazione concomitante o comunque posteriore alla sua nomina, avvenuta il 26 maggio 1426. Il cardinale, personaggio colto e raffinato, amico di Branda Castiglione (committente di Masolino e forse dello stesso Masaccio) era in contatto con vari umanisti ed è probabile che avesse scelto il pittore fiorentino dopo la partenza di Masolino per l'Ungheria.

Le vicende antiche dell'opera sono ignote. Fu scoperta nel 1947 da Rodolfo Siviero che la riportò in Italia tra i capolavori trafugati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. esposta nella collezione Loeser a Palazzo Vecchio venne di nuovo rubata nel 1971 e ancora una volta ritrovata da Siviero due anni dopo. Dal 1988 è agli Uffizi.

Il primo ad attribuire l'opera a Masaccio fu Roberto Longhi nel 1950.

Originale: Uffizi, Firenze.

Misure: 18 x 20 cm

Tecnica: dipinto a tempera su fondo oro zecchino 23 k, decorazioni a bulino incise su oro a punta di pietra d'agata. Applicazione della decorazione a conchiglia (polvere d'oro zecchino) sul manto della veste in blu lapislazzuli.
Tavola di legno antico.

Note

Prezzo: venduta.

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