Santa Caterina da Alessandria di Simone Martini. Copia d’autore di Silvia Salvadori.
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
25 x 45 cm

Santa Caterina d'Alessandria di Silvia Salvadori. Icona sacra tempera oro. Opera tratta da: Simone Martini, XIV secolo. Tecnica: tempera e oro zecchino su tavola. Riproduzione d'arte della Santa Caterina d'Alessandria, Simone Martini (copia d'autore di Silvia Salvadori). Dipinta con lo stesso stile pittorico di Simone Martini. Pittura di raffinata bellezza e qualità dipinta da Silvia Salvadori ed eseguita con lo stesso saper fare artistico della scuola di Simone Martini utilizzando le stesse tecniche pittoriche della scuola senese. Icona fondo oro pittura senese. L'originale dipinto opera di Simone Martini un tempo appartenente ad un polittico realizzato per una chiesa d'Orvieto. L'icona della Santa Caterina d'Alessandria è attualmente conservata presso il National Gallery of Canada, Ottawa. Questa Santa Caterina d'Alessandria si distingue per la sua estrema eleganza, fragilità e cortesia, evidenziate dall'acconciatura e la foggia della corona, nonchè il gesto -qui ulteriormente amplificato- di far ricadere sul braccio sinistro un lembo dell'abito. Sebbene priva degli attributi più usuali, il libro e la ruota, la giovane santa non può che essere riconosciuta in Santa Caterina d'Alessandria, in virtù degli abiti preziosi, la testa coronata, la palma del martirio e l'elsa della spada che le procurò la morte.
Ottawa, National Gallery of Canada
Tempera e oro zecchino puro su tavola antica di pioppo.
Riproduzione fedele della Santa Caterina d'Alessandria. Icona fondo oro pittura senese.
Biccherna, nozze gentilizie
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Medioevo senese
Trittico con la Madonna in trono tra i Santi Agnese e San Donato Vescovo. Dipinto di Silvia Salvadori. Trittico in stile duccesco.
Dipinto realizzato con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
20 x 30 cm

L'opera è stata realizzata secondo le antiche tecniche della scuola senese. Il piccolo trittico da viaggio raffigura una madonna in trono tra Santi. I dettagli di questa opera sono molto curati e ben definiti nei più piccoli particolari. Si notino le vesti e i drappeggi tutti rifiniti da sottili ed eleganti fili in oro (veste della Madonna). Lo stile di riferimento è quello di Duccio di Buoninsegna e di Simone Martini. Il trittico presenta sul retro un bel finto marmo rifinito da una rosa in oro al centro.
Dipinto di Silvia Salvadori
Tempera al tuorlo d'uovo su fondo in oro zecchino 23 k. Incisioni a bulino. Tavola antica di Pioppo
Crocifissione da Duccio di Buoninsegna
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Medioevo senese
Piccola Maestà in trono tra Angeli e Santi.
Studio di una piccola Maestà in trono con elementi tipici della scuola di Simone Martini.
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
22 x 30 cm

In questa opera ogni particolare è stato bel curato e ben eseguito.
Si notino i volti perfettamente dipinti in stile martiniano, i morbidi drappeggi della Vergine e dei Santi, il pavimento a motivi geometrici, etc... I colori utilizzati sono decisi, caldi e accesi. Il prezioso tessuto in broccato dai motivi vegetali posto sul trono della Vergine Maria, è stato finemente decorato con la tecnica del "graffio su oro".
La composizione è stata ulteriormente impreziosita da una cornice ad arco realizzata a pastiglia in rilievo.
Dipinto di Silvia Salvadori
Tempera e oro zecchino 23k su tavola. Tecnica originale della scuola senese di pittura. Decorazioni a pastiglia (cornice) e incisioni su oro zecchino. Tavola antica di pioppo.
Madonna col bambino da Sano di Pietro
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Medioevo senese
Icona Madonna col Bambino. Riproduzione d’Arte tratta da Niccolò di Segna (Cortona, Museo Diocesano).
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
25 x 34,5 cm
Storia: La tavola trecentesca è custodita all’interno del Museo Diocesano di Cortona (Ar). Niccolò di Segna, figlio di Segna di Buonaventura, uno dei prosecutori dello stile del caposcuola Duccio di Buoninsegna fin oltre la metà del XIV secolo. Anche questa Madonna può considerarsi un’elegante ‘variazione sul tema’ della Vergine con il Figlio per come lo aveva trattato Duccio di Buoninsegna in alcune sue opere magistrali, rivisitate alla luce di un gusto personale, forse un po’ algido, per una certa ieraticità delle espressioni, per un cromatismo dai toni fondi e per la ricchezza degli elementi decorativi. Lo sguardo quasi assente di Maria e del Bambino “passa al di sopra di noi”, ed è una delle caratteristiche che avvicinano maggiormente lo stile di Niccolò a quello del padre Segna.
In questa icona della Madonna col Bambino si notano i raffinati intrecci del velo volutamente esaltati da Silvia Salvadori. L’aureola appare molto elegante, grazie anzitutto al sapiente gioco tra superficie liscia e “granulata” ottenuto con l’uso di un piccolissimo punzone. Le lettere cerchiate nell’aureola di Maria che compongono le parole AVE GRATIA è un evidente riferimento al saluto dell’angelo Gabriele, mentre il bel motivo eseguito con una sottile punta di pietra d’agata nell’aureola di Gesù con la foglia del pampino di vite richiama il vino simbolo della Passione. In questa opera Silvia ha utilizzato gli stessi colori della tavolozza di Duccio di Buoninsegna, un rosso porpora per la veste e per i tratti del volto delicati passaggi cromatici di ricordo martiniano.
Museo Diocesano, Cortona
Tempera su fondo oro zecchino 23k, tavola antica.
Dipinto su tavola Madonna con Bambino. Icona dipinta a Tempera e oro zecchino. Icona fondo oro. Scuola senese.
Santa Caterina d'Alessandria
Biccherna, nozze gentilizie
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Medioevo senese
Noli Me Tangere. Riproduzione d’arte di Silvia Salvadori.
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
22 x 21 cm

Dipinto di Silvia Salvadori. "Noli me Tangere". Icona dipinta a tempera e oro zecchino su tavola antica secondo le antiche ricette della scuola senese. Silvia Salvadori dipinge opere d'arte uniche utilizzando le antiche tecniche pittoriche dell'arte medievale toscana. L'oro utilizzato da Silvia Salvadori è una lamina di oro puro e i colori sono di altissima qualità preparati dall'artista attraverso lunghi processi alchemici. Silvia Salvadori ricrea le stesse pellate di un'artista medievale con l'obiettivo di far rivivere un'antica arte perduta. "Noli me tangere". Particolare di un dipinto tratto da una "Biccherna" di Giovanni di Paolo. Icona su fondo oro. Ricostruzione del paesaggio senese e reinterpretazione di altri dettagli, volto della Maria Maddalena, il paesaggio senese arricchito da numerose varietà arboree, fiori e frutti che richiamano alla Passione di Cristo.
tratto da dipinto di Giovanni di Paolo. Siena, Archivio di Stato
tempera e oro zecchino su tavola antica.
tavola di legno antica, lamina d'oro zecchino incisa a bulino. Dipinto con gli stessi pigmenti (Libro dell'Arte di Cennino Cennini) fra cui il giallo zafferano.
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Medioevo senese
Santa Maria Maddalena di Duccio di Buoninsegna. Riproduzione fedele di Silvia Salvadori.
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
32 x 24 cm

Riproduzione d'arte da Duccio di Buoninsegna (copia d'autore di Silvia Salvadori). Riproduzione di dipinti di scuola senese del '300 e '400 realizzata con la tecnica originale : Tempera su tavola dorata a foglia oro zecchino. OPERA TRATTA DA DUCCIO DI BUONINSEGNA. Icona dipinta a tempera e oro zecchino su tavola antica secondo le antiche ricette della scuola senese e con lo stesso stile pittorico di Duccio di Buoninsegna. Icona della Maria Maddalena, fondo oro zecchino. Polittico Madonna col Bambino e i santi Agnese, Giovanni Evangelista, Giovanni Battista e Maria Maddalena; nel registro superiore: Profeti e Patriarchi; nelle cupidi: Cristo redentore e Angeli.
Il polittico dalla complessa architettura e carpenteria, rappresenta il più antico esempio che sia giunto sino a noi di pala d'altare a più registri di figurazioni. Costituisce l'immediato precedente di alcune delle più elaborate pale d'altare realizzate a partire dalla fine del secondo decennio del secolo; dal polittico di Simone Martini per la chiesa di Santa Caterina a Pisa a quello commissionato nel 1320 a Pietro Lorenzetti per la pieve di Santa Maria ad Arezzo, fino al vasto complesso di Ugolino di Nerio destinato all'altar maggiore della chiesa fiorentina di Santa Croce.
Il polittico ha fatto il suo ingresso nella Pinacoteca Nazionale di Siena nel 1892, proveniente dallo Ospedale di Santa Maria della Scala. Dovette essere destinato alla primitiva "ecclesia sive oratorium" dell'ospedale, la cui edificazione fu concessa dal vescovo Buonfiglio nel 1257 e ratificata dal papa Alessandro IV nel 1257: primo nucleo dell'edificio che, ancora ricordato quale "capella hospitalis" nel 1316, sarebbe divenuto la chiesa della Vergine Annunziata. Sia per la complessità della struttura che per la monumentale amplificazione del gruppo della Madonna col Bambino, la gran parte degli studiosi ritiene il polittico un'opera estrema dell'attività di Duccio, da porre nel lasso che corre tra il compimento della Maestà (1311) e la morte dell'artista.
Storia di Santa Maria Maddalena: Santa Maria Maddalena o di Magdala è stata, secondo il Nuovo Testamento, una donna discepola di Gesù; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica, che celebra la sua festa il 22 luglio. Santa Maria Maddalena viene descritta sia nel Nuovo testamento che nei Vangeli apocrifi. Santa Maria Maddalena non è citata in altre fonti. Il nome Maria Maddalena deriva da "Magdala", una piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade, detto anche di Genezaret. Le narrazioni evangeliche citano Santa Maria Maddalena in pochi versi, facendoci constatare quanto Santa Maria Maddalena fosse una delle più importanti e devote discepole di Gesù. Santa Maria Maddalena fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni vangeli, divenne la prima testimone oculare dell'avvenuta resurrezione.
Pinacoteca Nazionale, Siena, inv. 47.
tempera e oro su tavola di legno di pioppo, fondo oro zecchino inciso.
Riproduzione fedele dell'Icona della Santa Maria Maddalena dipinta da Duccio di Buoninsegna. Copia eseguita con le stesse tecniche pittoriche antiche. Ricostruzione degli incarnati perduti, attraverso confronto con altre opere dell'artista, completamente abrasi nella tavola originale.
Annunciazione di Duccio di Buoninsegna
Biccherna, nozze gentilizie
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Medioevo senese
Santa Lucia. Riproduzione d’arte tratta da Simone Martini (Siena, 1250-1350).
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
19 x 10 cm

I questa piccola icona ripresa da Silvia Salvadori Santa Lucia è stata recuperata pienamente sia negli incarnati. Il colore originario era andato in gran parte perduto a causa di puliture a base di soda caustica. Un metodo di pulitura altamente dannoso per le delicate superfici pittoriche e purtroppo molto utilizzato fino a tutto il 1800. Anche la veste di un bellissimo azzurro turchese è stata ripresa e con essa il sottile ricamo dorato. Silvia Salvadori ha inoltre cercato di ridisegnare parte del vasetto d’orato contenente al suo interno la fiamma simbolo di rinnovata Luce.
Santa Lucia viene venerata come la santa della luce e considerata protettrice della vista.
Storia: Il polittico custodito all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, attualmente composto di cinque elementi separati, collocati uno affianco all’altro ma non ricongiunti e inseriti in moderne cornici, presenta, da sinistra a destra , San Paolo, Santa Lucia, la Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e Santa caterina d’Alessandria. Nella cuspide centrale il Redentore, nelle laterali quattro mezze figure di angeli, i due più esterni intenti a far risuonare le trombe del Giudizio, gli altri con gli strumenti della Passione: colonna e flagello sorretti da quello sopra Paolo, chiodi, lancia e spugna da quello sopra Caterina, davanti al quale pende dall’incrocio dei bracci della croce la corona di spine. Una tradizione vuole il complesso realizzato per la chiesa di San Francesco, la concentrazione degli elementi simbolici attorno alla Passione e il Cristo della cuspide che mostra le ferite della Crocifissione, hanno fatto pensare a una committenza da parte dei francescani di orientamento spirituale. Recenti indagini, invece, hanno permesso di accertare la provenienza del polittico dalla chiesa servita di Orvieto, dove è ricordato in alcuni inventari del XVII secolo (Simone Martini di Marco Pierini, Alberto Olivetti, appendice documentaria a cura di Paolo Brogini. Silvana Editoriale).
polittico custodito all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston
tempera al tuorlo d’uovo su fondo in oro zecchino 23 k, incisioni a punzone e decori eseguiti con l’antica tecnica del graffio su oro.
Madonna di crevole di duccio di Buoninsegna
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Medioevo senese
San Giorgio libera la principessa.
Dipinto di Silvia Salvadori ®
Miniatura di grande eleganza figurativa e compositiva eseguita con la tecnica originale della scuola senese in stile Simone Martini.
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
25 x 45 cm

Icona dipinta a tempera e oro zecchino su tavola antica secondo le antiche ricette della scuola senese. Silvia Salvadori. Reinterpretazione della pittura di Simone Martini in stile miniaturale. Particolare del San Giorgio e il Drago - San Giorgio libera la Principessa dal Drago. Pittura senese, Icona medievale, fondo oro zecchino, tempera su tavola.
Copyright ® by Silvia Salvadori
tempera e oro zecchino su tavola di ciliegio
Icona San Giorgio e il Drago, pittura scuola senese, icona medievale. Tempera su fondo oro zecchino. Le miniature, di grande eleganza figurativa e compositiva, rivelano profondi influssi dell'arte senese.
Madonna di crevole di duccio di Buoninsegna
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Medioevo senese
Icona sacra di Santa Caterina d’Alessandria. Riproduzione d’arte di Silvia Salvadori.
Icona sacra realizzata con tempera e foglia oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
25 x 45 cm

Dipinto su tavola della Santa Caterina d'Alessandria . Tavole medievali dipinte. Arezzo - Bottega d'Arte. Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec. Reinterpretazione della pittura di Simone Martini. Icona dipinta a mano a tempera e oro zecchino su tavola antica secondo le antiche ricette della scuola senese - tempera su tavola antica. Tempera e oro. Icona fondo oro, Riproduzione d'Arte, arte medievale. Reinterpretazione della pittura di Simone Martini. Icona della Santa Caterina d'Alessandria. Originale conservato presso la National Gallery, Canada, Ottawa. Simone Martini, indicato talvolta anche come Simone Sanese (Siena, 1284 – Avignone, 1344), è stato un pittore e miniatore italiano, considerato indiscutibilmente uno dei maestri della scuola senese e sicuramente uno dei maggiori e più influenti artisti dell'arte medievale italiana, l'unico in grado di contendere lo scettro di maggiore artista del trecento a Giotto. La sua formazione avvenne, probabilmente, nella bottega di Duccio di Buoninsegna. Tempera e oro zecchino, icona dipinta a mano. Dipinto con lo stesso saper fare artistico della scuola senese, dipinto d'Autore unico. Icona dipinta a mano a tempera su fondo oro zecchino interamente inciso a bulino (tavola antica) secondo le antiche ricette pittoriche in uso dal XIII sec in Toscana. Dipinto su fondo oro. Dipinti realizzati attraverso l’uso di antiche tecniche pittoriche. Ogni opera viene dipinta su antichi supporti lignei. Per la pittura si utilizzano pigmenti in polvere di pregio. Le dorature sono realizzate per mezzo di sottili lamine d’oro zecchino. I motivi decorativi delle aureole e delle cornici sono interamente incisi a mano.
conservato presso la National Gallery, Canada, Ottawa.
Icona dipinta a mano a Tempera e fondo oro zecchino su tavola antica.
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Medioevo senese
Icona di San Francesco. Riproduzione d’Arte tratta da Taddeo Gaddi.
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
29 x 42 cm

Icona di San Francesco dipinta a tempera e oro zecchino su tavola antica secondo le antiche ricette della scuola senese. Riproduzione d'Arte. Icona, San Francesco riceve le stigmate. Riproduzione d'arte da Taddeo Gaddi (1295 – 1366). Arte medievale.
Storia del dipinto: Taddeo Gaddi è stato un pittore italiano, figlio di Gaddo di Zanobi detto Gaddo Gaddi, fu nella bottega di Giotto dal 1313 al 1337, anno della morte del maestro. Padre dei pittori Giovanni Gaddi, Agnolo Gaddi e Niccolò Gaddi. Ebbe anche un quarto figlio, Zanobi, che sembra non intraprese la carriera di artista. Taddeo Gaddi fu probabilmente, come d'altra parte afferma Giorgio Vasari, il discepolo di Giotto con maggior talento o comunque quello che meglio riuscì a portare avanti lo stile del grande maestro Giotto.
Giorgio Vasari continua descrivendo Taddeo Gaddi nella Sue Vite "Le vite de' più eccellenti pittori, scultori et architetti" scrivendo: "Mantenne continuamente Taddeo Gaddi la maniera di Giotto né però molto la migliorò, salvo che il colorito suo fu piú fresco e piú vivace che quel di Giotto, avendo egli tanto atteso a migliorare tutte le altre parti e l'altre difficultà di questa arte. Et ancora che a questa badasse, non poté però aver grazia di farlo. Laonde avendo veduto Taddeo quel che era facilitato in Giotto, et imparatolo, poté aver tempo di aggiugnere facilmente e di migliorare quella nel colorito. Fu egli con tenerissime lagrime da Agnolo e da Giovanni suoi figliuoli pianto, et in Santa Croce nel primo chiostro datogli sepoltura, non cessando infiniti amici et artefici compor sonetti et epigrammi in sua lode, lodandolo ne' costumi, nel giudicio e nell'arte, tanto quanto ancora lo lodarono nella esecuzione buona ch'e' diede al campanile di Santa Maria del Fiore del disegno lasciatogli da Giotto suo maestro....".
Nel 1347 Taddeo Gaddi è ricordato in testa a un elenco dei migliori pittori di Firenze. Tra le sue opere la più importante è il ciclo degli affreschi con Storie della Vergine nella Cappella Baroncelli della Basilica di Santa Croce a Firenze (1328-1338). In quest'opera prestigiosa Taddeo Gaddi, dimostrò di aver messo a frutto gli insegnamenti di Giotto, disponendo con una notevole libertà narrativa le figure nelle scene, che risultano più affollate di quelle del suo maestro Giotto. Riprende inoltre la sperimentazione della prospettiva negli sfondi architettonici e giunge a risultatio anche arditi, come nella scalinata obliqua e spezzata nella Presentazione della Vergine al tempio. Altre opere sono: le formelle e le lunette con la Vita di Cristo e di San Francesco (oggi smembrate tra Firenze, Berlino e Monaco).
Taddeo Gaddi fu collaboratore, secondo alcuni, al Polittico Stefaneschi (Roma). E ancora sono da ricordare l'icona della Madonna (Berna), l'icona della Adorazione dei Magi (Digione), le Storie di Giobbe (Pisa, Camposanto), l'icona della Madonna con il bambino in trono e angeli (Firenze, Uffizi), la Madonna del Parto (Firenze), il Polittico (Firenze, Santa Felicita). Da Giorgio Vasari gli viene accreditata anche la progettazione della ricostruzione del Ponte Vecchio, oggi messa in dubbio dagli studiosi, che si orientano verso Neri di Fioravante.
Pur nell'ambito "giottesco", Taddeo Gaddi nelle opere più mature ha uno stile inconfondibile, con a volte effetti ricercati di luce notturna, quasi un unicum nella pittura trecentesca dell'Italia centrale. Gli impianti spaziali ricercati in alcune sue opere sono spesso maestosi e solenni, avvicinandosi in questo a Maso di Banco. I lineamenti dei volti delicati e morbidi sono indicativi dello sviluppo tardo dell'arte di Taddeo Gaddi.
Firenze, Galleria dell'Accademia
icona San Francesco. Tempera su fondo in oro zecchino (tavola antica)
Riproduzione d'Arte da Taddeo Gaddi allievo di Giotto - Arte medievale - (Richiedere il dipinto su commissione)
Annunciazione di Duccio di Buoninsegna
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Medioevo senese
Icona di San Francesco d’Assisi ispirato alla pittura di Simone Martini.
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
18 x 35 cm

L'opera è stata richiesta su commissione e dipinta insieme a Sant'Antonio da Padova, entrambe delle stesse dimensioni.
Questo dipinto di chiaro rimando allo stile del pittore senese Simone Martini, è stato reinterpretato da Silvia Salavadori immaginando il Santo all'interno di una cornice a forma di arco gotico e decorata a pastiglia con elementi vegetali a forma di rosetta. Il bellissimo volto di San Francesco, è stato dipinto dalla Maestra Silvia con grande precisione nei dettagli evidenti nella barba, nel pavimento in finto marmo e nel morbido panneggio del saio.
Dipinto secondo la tecnica pittorica originale della scuola senese di pittura del XIV sec. Tempera su fondo oro zecchino, decorazioni a bulino e a pastiglia su oro.
dipinto di Silvia Salvadori
tempera su fondo oro zecchino, decorazioni a bulino e a pastiglia su oro
Crocifissione da Duccio di Buoninsegna
Madonna di crevole di duccio di Buoninsegna
Off
Medioevo senese
Icona Maria Maddalena dipinta a mano in stile Duccio di Buoninsegna.
Icona sacra realizzata con tempera e oro zecchino su tavola.
Opera eseguita con le antiche tecniche pittoriche della scuola senese del XV sec.
9 x 8 cm

Studio del volto della Maria Maddalena ispirata allo stile pittorico di Duccio di Buoninsegna. In questa piccola icona la maestra Silvia Salvadori ha cercato di ricreare con le stesse pennellate l’incarnato del volto di Maria Maddalena. Ogni particolare di questa piccola icona è curato alla perfezione.
dipinto di Silvia Salvadori.
tempera al tuorlo d’uovo su fondo in oro zecchino, 23 K.
Annunciazione di Duccio di Buoninsegna
Off
Medioevo senese
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